Diocesi di Orvieto-Todi Giubileo Eucaristico Bolsena-Orvieto

Diocesi di Orvieto-Todi Giubileo Eucaristico Bolsena-Orvieto

Eucaristia e Carità

In occasione del 750° Anniversario del Miracolo di Bolsena e della Bolla «Transiturus» che istituì da Orvieto la festa del «Corpus Domini», la diocesi di Orvieto-Todi intende ricordare l’importante ricorrenza, che la tocca da vicino, attraverso un grande Convegno internazionale di studi eucaristici, che si svolgerà nel 2014 (settembre o novembre).

Per sensibilizzare la comunità diocesana e tutte le altre realtà ecclesiali che eventualmente vorranno usufruirne, e sostenere così il cammino giubilare concesso alla nostra Diocesi da Papa Benedetto XVI, il Convegno sarà preparato da tre incontri di studio tematici, che verteranno sul rapporto tra l’Eucaristia e le tre virtù teologali.
Il progetto è attivato in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense.

Il Giubileo

Il giubileo cristiano è direttamente consequenziale alla venuta del Salvatore. Storicamente il primo Anno Santo venne indetto da papa Bonifacio VIII con la bolla Antiquorum habet fidem e la cui proclamazione è riportata iconograficamente nel noto affresco giottesco all’interno della Basilica Lateranense in cui il pontefice è effigiato nel momento solenne in cui lo indisse il 22 febbraio 1300. Non a caso l’epoca medievale è caratterizzata da una ricerca di una più profonda religiosità e di rinnovamento generale.

Tale ricerca viene espressa attraverso eventi e iniziative rivolte al recupero degli aspetti umani più profondi uniti ad una urgente rinascita spirituale. Basti pensare al caso della concessione “vivae vocis oraculo” dell’indulgenza plenaria della Porziuncola del 2 agosto del 1216 da papa Onorio III a Francesco di Assisi. Per non parlare della nota perdonanza celestiniana che precede di pochi anni la scelta di Bonifacio VIII di indire il primo giubileo.

Celestino V, infatti con la Bolla del Perdono “Inter sanctorum solemnia” emanata nel 1294 concedeva l’indulgenza plenaria a chiunque, confessato e comunicato, entrava, attraverso la Porta Santa, nella basilica di S. Maria in Collemaggio a l’Aquila dai vespri del 28 agosto a quelli del 29. Il rito della porta santa sarà da quel momento il segno visibile dell’ingresso a una vita di fede che è chiamata a rinnovarsi. Terminato il Giubileo la porta della basilica viene murata nuovamente proprio per stare significare la straordinarietà dell’evento giubilare e del suo tempo prezioso offerto al popolo di Dio.

La scelta di Bonifacio VIII di indire il primo Anno Santo diviene, così, l’occasione di unirsi all’esigenza di dare una risposta all’ansia di salvezza dell’uomo di cui l’età di mezzo era impregnata e che nello stesso tempo va ad assumere una straordinaria esperienza collettiva di riconciliazione e di rinascita. Il Giubileo proclamato da Bonifacio VIII si sarebbe ripetuto in futuro ogni cento anni. Interessante la notizia che ci riporta Dante Alighieri che per il notevole afflusso di pellegrini, a Roma furono costretti a organizzare il flusso di marcia che andava verso San Pietro, passando sul ponte di Castel S. Angelo (Inferno XVIII, 28-33).

Nell’anno 1350, Papa Clemente VI decise di indire l’Anno Santo ogni cinquant’anni e nel 1470 Paolo II decretò che l’Anno Santo ordinario si celebrasse ogni venticinque anni.

Ad oggi i Giubilei celebrati sono stati in totale 121 di cui 26 ordinari e 95 straordinari. A differenza del Giubileo ordinario che cade a scadenza prestabilita, quello straordinario è detto tale in quanto è legato ad un avvenimento di particolare rilievo storico e di fede.

Storia

Le origini del Giubileo partono dall’Antico Testamento e ai tre termini a cui possono risalire i significati di giubileum, e sono jobel (ariete), jobil (richiamo) e jobal (remissione). Non possiamo dunque, non fare riferimento al testo biblico principale di riferimento e che è il seguente passo del libro del Levitico: “Conterete sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese farai squillare la tromba (jobel) dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo: ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia” (Lv 25,8- 10). Il termine ebraico jobel indica, dunque, il corno dell’ariete che poi traslato, arrivò a indicare la tromba e quindi l’uso di questo per richiamare (jobil) tutto il popolo, ogni 49 anni alla solennità dell’anno della remissione (jobal). Tale remissione era riferita ai debiti. Le terre donate o vendute tornavano ai loro antichi proprietari. Il nuovo tempo solennemente proclamato recava, inoltre, la libertà degli schiavi e in genere ogni forma di riscatto.

Da qui si desume, innanzitutto, che l’istituzione del Giubileo è strumento sacro posto al servizio della missione universale del popolo dell’Alleanza. Per comprenderne il significato primordiale del Giubileo è bene soffermarsi sulla volontà di un rinnovamento profondo dell’uomo, nell’uomo e per l’uomo. L’istituzione del Giubileo, non doveva lasciar tranquillo l’animo in quanto il suo scopo è di rinnovare l’uomo a partire da se stesso. Riprendere l’esame di coscienza, riconsiderare i benefici ricevuti da Dio, ricordare gli impegni presi, ripensare ai propri doveri, maturare e quindi modificare i propri modi di pensare e di agire non conformi ai comandi di Dio, e quindi, con il suo aiuto e senza indugio, divenire migliori.

Il Giubileo portava con sé la liberazione generale dalla condizione di miseria, dalla sofferenza, dall’emarginazione. Così la legge giunse a stabilire che nell’anno giubilare non si lavorassero i campi, che tutte le case acquistate dopo l’ultimo giubileo tornassero, senza indennizzo, al proprietario di origine e che gli schiavi riavessero la libertà. Il cristianesimo, col tempo andrà a dare al giubileo una nuova prospettiva attraverso cui l’anno giubilare proclamato assunse un significato di anno di grazia, di perdono, un nuovo tempo di salvezza, partendo proprio dalla venuta di Cristo e riferito a tutti coloro che sono alla sua sequela.

Da qui il senso del perdono generale, dell’indulgenza offerta a tutto il popolo e che il pontefice, successore di Pietro, concede, sotto determinate condizioni ai fedeli.Le origini del Giubileo partono dall’Antico Testamento e ai tre termini a cui possono risalire i significati di giubileum, e sono jobel (ariete), jobil (richiamo) e jobal (remissione). Non possiamo dunque, non fare riferimento al testo biblico principale di riferimento e che è il seguente passo del libro del Levitico: “Conterete sette settimane di anni, cioè sette volte sette anni; queste sette settimane di anni faranno un periodo di quarantanove anni. Al decimo giorno del settimo mese farai squillare la tromba (jobel) dell’acclamazione; nel giorno dell’espiazione farete squillare la tromba per tutto il paese. Dichiarerete santo il cinquantesimo anno e proclamerete la liberazione nel paese per tutti suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo: ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia” (Lv 25,8- 10). Il termine ebraico jobel indica, dunque, il corno dell’ariete che poi traslato, arrivò a indicare la tromba e quindi l’uso di questo per richiamare (jobil) tutto il popolo, ogni 49 anni alla solennità dell’anno della remissione (jobal). Tale remissione era riferita ai debiti. Le terre donate o vendute tornavano ai loro antichi proprietari. Il nuovo tempo solennemente proclamato recava, inoltre, la libertà degli schiavi e in genere ogni forma di riscatto.

Da qui si desume, innanzitutto, che l’istituzione del Giubileo è strumento sacro posto al servizio della missione universale del popolo dell’Alleanza. Per comprenderne il significato primordiale del Giubileo è bene soffermarsi sulla volontà di un rinnovamento profondo dell’uomo, nell’uomo e per l’uomo. L’istituzione del Giubileo, non doveva lasciar tranquillo l’animo in quanto il suo scopo è di rinnovare l’uomo a partire da se stesso. Riprendere l’esame di coscienza, riconsiderare i benefici ricevuti da Dio, ricordare gli impegni presi, ripensare ai propri doveri, maturare e quindi modificare i propri modi di pensare e di agire non conformi ai comandi di Dio, e quindi, con il suo aiuto e senza indugio, divenire migliori.

Il Giubileo portava con sé la liberazione generale dalla condizione di miseria, dalla sofferenza, dall’emarginazione. Così la legge giunse a stabilire che nell’anno giubilare non si lavorassero i campi, che tutte le case acquistate dopo l’ultimo giubileo tornassero, senza indennizzo, al proprietario di origine e che gli schiavi riavessero la libertà. Il cristianesimo, col tempo andrà a dare al giubileo una nuova prospettiva attraverso cui l’anno giubilare proclamato assunse un significato di anno di grazia, di perdono, un nuovo tempo di salvezza, partendo proprio dalla venuta di Cristo e riferito a tutti coloro che sono alla sua sequela.

Da qui il senso del perdono generale, dell’indulgenza offerta a tutto il popolo e che il pontefice, successore di Pietro, concede, sotto determinate condizioni ai fedeli.

Orvieto

L’eresia di Berengario di Tours, agli albori del secondo millennio dell’era cristiana, la dottrina e la vita pratica dei càtari e delle numerose sette ereticali che ne derivarono, se da una parte erano riuscite a staccare numerosi fedeli dal ceppo cattolico, dall’altra avevano risvegliato, specialmente nei secoli XII e XIII, un nuovo orientamento dei teologi e della pietà popolare verso l’Eucarestia.
Fu questa la causa remota della istituzione della festa del “Corpus Domini”. Ne furono presupposti prossimi: le visioni della Beata Giuliana di Monte Cornillon, l’introduzione della festa nella Diocesi di Liegi da parte del Vescovo Roberto di Torote (1246), la successiva estensione alla Chiesa di Germania da parte del Legato pontificio Card. Ugo di San Caro (1252), la conferma del suo successore Card. Pietro Capocci (1254).
Durante il pontificato di Urbano IV in Orvieto (1262-64), la cristianità era come in attesa che si decretasse un nuovo trionfo a Gesù in Sacramento, per riparare bestemmie e sacrilegi, disprezzi ed erronee dottrine.
Memore delle confidenze della Beata Giuliana quando era arcidiacono a Liegi, sollecitato dai voti del nuovo vescovo di quella diocesi Enrico di Gueldre, persuaso dalla generale aspettazione dei fedeli, il Papa ruppe gli indugi. E l’11 Agosto 1264, da Orvieto, con la bolla “Transiturus de mundo” lanciò al mondo il nuovo precetto: che ogni Giovedì seguente l’ottava di Pentecoste, si celebrasse una festa, di straordinaria solennità, in onore del Corpo del Signore.
A San Tommaso d’Aquino, allora per arcano disegno della Provvidenza cittadino orvietano, toccò il privilegio, per sovrana disposizione del Papa, di comporre l’Officio della festa e il Santo teologo, che per questa sua opera è ricordato come il cantore e il dottore dell’Eucarestia, fissando lo sguardo del suo spirito nel sole eucaristico, seppe meravigliosamente congiungere orazioni, letture, antifone ed inni, dove le più alte verità della fede si uniscono con la forza, la delicatezza e l’ardore d’una limpidissima vena poetica. Ma vi è di più. Senza indugio, e certamente prima dell’8 Settembre 1264 quando ne scriveva alla Beata Eva, reclusa di S. Martino in Liegi, il Papa stesso volle inaugurare la serie universale delle celebrazioni eucaristiche, con grandissima solennità e con il concorso di tutti i Cardinali, gli Arcivescovi, i Vescovi e gli altri Prelati, dimoranti presso la sede apostolica, affinché i fedeli cristiani, assistendo alla cerimonia o avendone notizia, traessero salutare esempio: era il 19 giugno 1264.
Per la prima volta, dunque, ad Orvieto si levarono al cielo le strofe ispirate del “Lauda Sion” e del “Pange Lingua”, le parole rituali e le preghiere, che i ministri di Cristo e il popolo fedele avrebbero poi ripetuto nei secoli avvenire, ogni volta che il Santissimo Sacramento è pubblicamente onorato e distribuito ai credenti.

Agenda

11 – 12 – 13 Dicembre 2012
Suore SS. Sacramento – Bolsena (VT)
“Alla ricerca della Fede autentica”
Aperto a tutti e in particolare alle Famiglie

Due possibilità di orario:  ore 17,30 – ore 20,30


14 Dicembre 2012
Centro Anziani – Bolsena (VT)
“Domande sulla Fede”
Aperto alle persone anziane

ore 15,30


06 Gennaio 2013
Basilica S. Cristina – Bolsena (VT)
Apertura solenne della Porta Santa
ore 15,30 – Celebrazione Eucaristica


11 – 12 Gennaio 2013
Cinema CORSO – Via dei Cartari – Orvieto (TR)
Incontro di Studio
” EUCARISTIA e CARITA’ “


13 Gennaio 2013
Cattedrale – Orvieto (TR)
Apertura solenne della Porta Santa
ore 15,30 – Celebrazione Eucaristica


02 Febbraio 2013
Basilica S. Cristina – Bolsena (VT)
Giubileo della Vita Consacrata
ore 17,00 – Celebrazione Eucaristica


10 Febbraio 2013
Basilica S. Cristina – Bolsena (VT)
Giubileo Anziani e Ammalati
in collobarazione con UNITALSI
ore 11,00 – Celebrazione Eucaristica


Il 1° Incontro di Studio “Eucaristia e Carità
si svolgerà nei giorni 11-12 gennaio 2013.

11 – 12 – 13 Dicembre 2012
Suore SS. Sacramento – Bolsena (VT)
“Alla ricerca della Fede autentica”
Aperto a tutti e in particolare alle Famiglie

Due possibilità di orario:  ore 17,30 – ore 20,30


14 Dicembre 2012
Centro Anziani – Bolsena (VT)
“Domande sulla Fede”
Aperto alle persone anziane

ore 15,30

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